
TEMPIO PAUSANIA – Un presidio di giustizia che non è solo un ufficio, ma una “casa” capace di accogliere il dolore e trasformarlo in speranza. È questo il ritratto del Centro “Dimmi ti Ascolto” emerso durante l’ultima conferenza stampa di presentazione del progetto interdiocesano (Tempio-Ampurias e Ozieri), che ha celebrato il rafforzamento di una rete istituzionale sempre più solida.
Un Sostegno Concreto dalla Regione Sardegna.
La notizia centrale dell’incontro è il conferimento di un importante contributo economico da parte della Regione Sardegna: 120.000 euro stanziati per il biennio 2026-2027. “Molto più di un semplice aiuto economico,” ha dichiarato il Vescovo Monsignor Roberto Fornaciari, “ma un riconoscimento del valore sociale di questa realtà” perché “La sofferenza non ha tessera di appartenenza, e la nostra risposta deve essere universale”. Questi fondi garantiranno la continuità operativa, elemento vitale per non interrompere i percorsi terapeutici di chi ha già iniziato un cammino di guarigione.
La Sinergia con la Procura: Oltre l’Aula di Giustizia.
Uno degli aspetti più innovativi del Centro è il rapporto di partenariato con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio. Il Dott. Alessandro Bosco, Procuratore facente funzioni, ha definito il centro un “baluardo di legalità”.
Incidenti probatori: Grazie a protocolli nati nel 2019 e aggiornati nel 2023, alcuni locali del centro sono anche adibiti allo svolgimento degli incidenti probatori e delle audizioni protette per casi di “Codice Rosso”, violenza di genere e sui minori.
Contro la Vittimizzazione Secondaria: L’uso di questi spazi permette di svolgere l’incidente probatorio in un ambiente “caldo” e non traumatico, evitando che le vittime debbano rivivere il dolore in un’aula di tribunale fredda e intimidatoria.
Dati in Crescita: Il Dott. Bosco ha evidenziato un incremento del 13,82% nella domanda di giustizia, con il 91,6% delle misure probatorie relative a reati contro la famiglia o di codice rosso.
Un Centro Laico al Servizio del Territorio.
Nonostante la forte spinta della Diocesi – nata nel 2017 da un’intuizione di Don Antonio Tamponi – la direttrice Letizia Marazzi ha voluto ribadire la natura laica e scientifica della struttura.
Il Centro opera su tre pilastri fondamentali:
Supporto Psicologico e Psicoterapico: Attivabile autonomamente o tramite i servizi sociali e le forze dell’ordine.
Collaborazione Giuridica: Supporto costante alla Procura per le funzioni di legge.
Prevenzione nelle Scuole: Interventi mirati nelle scuole medie per intercettare il disagio giovanile e supportare le famiglie, spesso impreparate di fronte alla definizione di un progetto di vita, difficilmente delineabile nella società attuale.
La Tutela dei Minori e la Trasparenza.
La Dottoressa Anna Curtale ha inoltre illustrato il ruolo del Servizio Diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, il quale opera in conformità con le linee guida della CEI, la volontà del Santo Padre Francesco e preciso incarico del vescovo per la prevenzione di eventuali abusi che possano avvenire in ambito ecclesiastico. Per garantire la massima trasparenza e l’ottimizzazione delle risorse, il Servizio Diocesano non ha creato una struttura parallela, ma ha scelto di affidarsi alle medesime competenze specialistiche e indipendenti dell’équipe del Centro “Dimmi ti ascolto”. Questa sinergia permette di applicare le linee guida della CEI e della Santa Sede beneficiando del rigore scientifico, dell’autonomia e della laicità che da sempre caratterizzano la struttura. Il servizio diocesano punta sulla “trasparenza radicale”: rafforzata dalla presenza di professioniste che in quanto laiche, psicoterapeute e criminologhe hanno infatti, come affermato dalla dottoressa Curtale: “il preciso dovere di segnalazione secondo le leggi dello Stato e i codici deontologici e quindi l’assoluto mettere a terra ciò che veniva chiesto dal Papa, una prassi molto concreta che esclude ogni forma di autoreferenzialità, garantendo che l’azione di tutela trovi un raccordo immediato e trasparente con l’autorità giudiziaria civile”.
Le Istituzioni Fanno Rete.
Il progetto vede la partecipazione convinta del Comune di Tempio e del distretto PLUS (che comprende nove comuni). L’assessore ai servizi sociali Anna Paola Aisoni ha ricordato come il “seme” gettato da questo centro abbia già prodotto frutti importanti, come l’apertura di nuovi centri anti-violenza distrettuali, in una logica di rete che non conosce colori politici.
In un territorio segnato da fragilità silenziose il progetto “Dimmi ti Ascolto”, si conferma come uno strumento di “prossimità attiva”, dove la collaborazione tra Chiesa, Stato e Sanità si incontra per proteggere chi non ha voce.





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